Ho giocato pochi minuti, ma valgono una carriera. Lo disse Massimo Oddo, in un'intervista durante il Mondiale tedesco, otto anni fa. Aveva capito tutto: quella ventina di minuti (o poco più) giocati contro l'Ucraina (quarti di finale, partita finita 3 - 0 per noi; Oddo entrò, assieme a Simone Barone, al 68°, un minuto prima del terzo gol, il secondo personale per Luca Toni) rendevano quel Mondiale più suo. Gli davano un posto, sia pur piccolo, nella storia del calcio.
Pochi minuti possono valere più di intere stagioni: deve averlo pensato anche Tim Krul, carneade olandese che ci ha accompagnati verso la fine di un'interminabile Olanda - Costa Rica. Entrato al centoventesimo, ha parato due rigori e ha consegnato all'Olanda un'altra semifinale.
All'eroe della serata si chiede, ora, se giocherà da titolare la semifinale. Risponde che gli piacerebbe ma che non lo sa. Io, che posso, mi sbilancio di più e dico che no, non la giocherà, a meno che il titolare Cillessen non si infortuni o non venga espulso oppure non si arrivi nuovamente a calci di rigore, con l'Olanda che abbia almeno un cambio a disposizione.
Già, un cambio a disposizione: non è affatto scontato che si arrivi alla fine di una partita così lunga senza essersi giocate tutte le carte. Van Gaal, volpe astutissima, ci aveva pensato dall'inizio. Aveva già considerato questa ipotesi e aveva informato uno dei diretti interessati: l'unico che fosse opportuno informare, Tim Krul.
Van Gaal non è stato solo un abile stratega: è stato indifferente al mondo. Mi ha ricordato l'Howard Webb che ha arbitrato Brasile - Cile. Indifferente al fatto che si fosse in Brasile, indifferente a tutto tranne ai propri occhi e al regolamento. Quel che vedeva, fischiava. Van Gaal riteneva, ben sapendo che non potevano esservi certezze, che Krul avesse più possibilità di prendere i rigori avversari di quante non ne avesse Cillessen, che evidentemente, a livello generale, gli dava più sicurezza. Ha voluto investire su questo ragazzone le energie di un cambio e gli affidato la porta nel momento più delicato. Ha aspettato l'ultimo secondo, rischiando che fosse troppo tardi, perché la strategia fosse applicata in modo perfetto. Cillessen ha avuto la possibilità di sventare l'ultimo pericolo (uno dei pochi) portato dagli attaccanti caraibici pochi secondi prima di uscire dal terreno di gioco.
Se l'Olanda fosse uascita ai rigori con Cillessen in porta, Van Gaal sarebbe forse stato criticato per non essere riuscito a segnare nel corso dei tempi regolamentari e supplementari. Nessuno gli avrebbe imputato gli errori dei suoi frombolieri né tanto meno le parate mancate da Cillessen. Il cambio del portiere, invece, avrebbe potuto costargli la graticola mediatica ed esporlo al pubblico ludibrio.
Van Gaal ha dimostrato di non avere paura. Del resto, ha una carriera da incorniciare e abbandonerà la Nazionale a fine torneo, per provare ad aprire un ciclo a Manchester, sponda United. Lavora sereno e ciò lo mette in condizione di dare il meglio di sé.
Non si può criticare più di tanto l'Olanda per non aver vinto la partita prima dei rigori. Il Costa Rica ha dimostrato, non solo ieri, di avere una grande compattezza e di saper difendere bene la propria porta. In cinque partite ha preso solo due reti: merito della difesa, della fortuna e di un super Navas in porta. Si dice che ieri abbia battuto il record di parate in una gara di Coppa del Mondo. Purtroppo non è riuscito a parare neppure uno dei rigori avversari. I due voli di Krul valgono più della sua prova da incorniciare.
L'Olanda ci ha provato con tutte le forze e in tutti i modi: su azione, su calcio piazzato, da lontano e da vicino. Ha colpito tre legni e ha avuto il merito di non distrarsi sui pochi ma potenzialmente letali capovolgimenti di fronte.
Nel pomeriggio l'Argentina aveva avuto la meglio su un Belgio talentuoso ma, almeno all'inizio, un po' troppo timido: un po' come la Colombia contro il Brasile. Neanche avesse letto le mie righe, Higuain si è scatenato. Ha segnato e corso, difeso e crossato: cantato e portato la croce. Avrebbe potuto segnare uno splendido gol del raddoppio, se la traversa non glie lo avesse negato la traversa. Nella partita in cui ha perso Di Maria, il cuore del suo gioco, l'Argentina ha confermato di avere in Messi una risorsa inesauribile. Un suo gioco di prestigio, a centrocampo, è stato il preludio della rete. La pulce non ha segnato (avrebbe potuto, ma Courtois gli ha negato il gol della sicurezza, in uscita) e probabilmente non è al meglio, però porta su di sé l'attenzione di due, tre avversari, il che dà sempre ai compagni la possibilità di smarcarsi e tirare. Prende botte, guadagna (e tira) calci di punizione; non si lamenta e non simula; ha classe, pazienza e il pallone incollato ai piedi. Assente Di Maria, assente Aguero (Lavezzi, volenteroso, fa un gioco diverso), contro l'Olanda dovrà salire in cattedra e fare ancora di più.
L'Argentina è l'unica Nazionale a non aver ancora disputato i supplementari: le forze risparmiate dovranno compensare l'assenza del suo calciatore più in forma (Di Maria). Quella di Aguero, se Higuain si ripeterà, sarà più sopportabile. La squadra dovrà giocare per evitare che Messi debba fare tutto da solo: quando Messi attirerà su di sé più di un avversario (difficile pensare che Van Gaal non predisporrà nulla contro di lui), sarà fondamentale sfruttare la superiorità numerica (anche perché l'Olanda non è squadra che gioca chiusa in difesa: gioca con un tridente vero, altroché, e con Sneijder subito dietro). Ma sarà anche importante costruire gioco (qui entra in gioco Lavezzi), evitando che la Pulce debba posizionarsi a centrocampo, potendo invece stazionare nei pressi dell'area avversaria, dove le sue qualità sono letali.
Le semifinali vedranno protagoniste due europee e due sudamericane. Non ci sono outsider: tre su quattro hanno già vinto il Mondiale, una ha giocato tre finali ed è vicecampione. Fra le quattro rimaste è l'unica ad essere sfuggita al mio pronostico.
L'immagine più toccante di questi Mondiali, fino ad ora, è il dopopartita di Brasile - Colombia: James Rodriguez, in lacrime, va a salutare tutti gli avversari, e David Luiz, mattatore dell'incontro, lo consola e si scambia la maglia con lui.
Altre quattro formazioni lasciano il Brasile, dopo aver lottato fino all'ultima goccia di sudore:
- la Francia di Benzema, centravanti decentrato;
- la Colombia di Mondragon, portiere più vecchio della storia dei Mondiali (43 anni);
- il Belgio di Fellaini, calciatore d'altri tempi;
- il Costa Rica di Navas, portiere para(quasi)tutto.
Argentina - Belgio 1 - 0 (Higuain)
Olanda - Costa Rica 4 - 3
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