venerdì 11 luglio 2014

Il profeta che è in me

Grenoble, 11 luglio 2014


L'oracolo che è in me, confesso, gongola. Sono preso in giro per la mia incapacità di formulare pronostici e giudizi attendibili da circa un decennio: certe mie (presunte) cantonate sono entrate nella storia e hanno fatto di me una sorta di profeta al contrario. La colpa di questa cattiva fama non è mia, in realtà, ma ricade su un (ormai ex) calciatore marocchino di nome Houssine Kharja.
Kharja era un centrocampista marocchino, non privo di una certa tecnica, che ha giocato a lungo nei campionati italiani. Dopo alcuni anni di cadetteria a Terni, nel 2005/2006 approdò alla Roma. Il 25 marzo del 2006, durante un acceso (come sempre) Juventus - Roma, osai etichettare Kharja come "pippa" o qualcosa del genere. Dopo pochi minuti, neanche m avesse sentito, il regista africano segnò il gol del pareggio e mi fece coprire di ridicolo dai presenti.
Da allora ogni mio pronostico sbagliato resta scolpito nel marmo ed è motivo di scherno: Federico, pochi giorni fa, ha ritrovato una vecchia email la "mia" vincitrice del Mondiale 2006: la Repubblica Ceca (uscita invece alla terza partita, per mano dell'Italia).
Non sono un fenomeno, lo riconosco, ma qualcuna la prendo: nel 2004, pochi secondi dopo il triplice fischio che mi se fine alla finale di Euro 2004, mi rammaricai che la Grecia, freschissima campione d'Europa, (probabilmente) non avrebbe figurato fra le partecipanti alla successiva Coppa del Mondo: il che fu.
Io resto, tuttavia, quello che snobbò Kharja poco prima che segnasse il gol del pareggio a Torino.
Finora sono piuttosto soddisfatto del mio bilancio: sia nel complesso, sia come progressione. Qualche numero, prima delle finali: su 48 incontri della prima fase, ho indovinato il risultato esatto solo una volta (Uruguay Inghilterra 2 - 1), ma altre 24 volte ho indovinato la vincitrice oppure la parità. Di 5 squadre (Camerun, Australia, Honduras, Argentina e Nigeria) ho indovinato posizione di classifica e punti; di altre 10 ho indovinato solo la posizione di classifica; di tre squadre (Uruguay, Inghilterra e Ghana) ho indovinato la qualificazione o l'eliminazione, senza però individuare l'esatta posizione nella classifica. Di 14 squadre (fra cui l'Italia e, quasi ovviamente, la Spagna) non ho indovinato proprio nulla.
Quanto agli ottavi di finale, nove squadre fra quelle che avevo pronosticato vi hanno effettivamente preso parte, otto delle quali nella posizione che avevo immaginato. Di un solo ottavo di finale non ho indovinato nulla: Colombia - Uruguay, che per me avrebbe dovuto essere Costa 'Avorio - Italia. In un caso, la qualificazione del Brasile ai quarti, ho indovinato il risultato esatto (1 - 1 e vittoria brasiliana ai calci di rigore), ma senza indovinare l'avversaria dei verdeoro (che per me avrebbe dovuto essere la Spagna e non il Cile).
Cinque delle otto squadre che hanno giocato i quarti erano quelle del mio pronostico (Brasile, Francia, Germania, Olanda e Argentina, di cui ho indovinato anche la posizione nel tabellone); in tre casi ho indovinato la vincitrice, fallendo la sola Olanda, chhe avrebbe dovuto essere eliminata dall'Uruguay. Del Brasile, nnuovamente, ho indovinato il risultato (2 - 1) ma non l'avversaria (Colombia e non, come avevo ottimisticamente pensato io, Italia). Di Francia - Germania ho indovinato la vincitrice ma non il risultato (0 - 1 e non 3 - 1).
Nel mio tabellone delle semifinali c'è solo un elemento estraneo rispetto alla realtà: l'Uruguay al posto dell'Olanda. Ho comunque indovinato entrambe le vincintrici, dunque la composizione della finalissima (Germania - Argentina) e metà della finalina (Olanda, e non Uruguay, contro il Brasile).
Il bilancio per questa seconda fase, al netto delle finali, è il seguente: 2 risultati indovinati più 7 vincitrici indovinate su 14; 17 piazzamenti nel tabellone (su 24), di cui 14 con la posizione esatta e 3 no (Svizzera, Uruguay e Francia).
Ho sicuramente fallito il pronostico sul capocannoniere, ma a togliermi le speranze è stato l'infortunio di Neymar, che è stato in corsa fino ai quarti di finale.

Mi resta da pensare, come di consueto, a chi vincerà il Pallone d'Oro. E' una cosa che faccio verso la fine della rassegna, di solito, e quest'anno è quanto mai difficile. I dominatori delle ultime edizioni, Messi e Ronaldo, saranno sicuramente in lizza. Non senza handicap, tuttavia: Ronaldo ha trionfato, da protagonista, in Champions League e in Coppa del Re. E' stato pichichi nonché capocannoniere della Champions, con un numero impressionante di reti (17). Al Mondiale, come tutta la sua Nazionale, ha deluso.
Leo è reduce da una stagione che sarebbe di tutto rispetto per qualsiasi altro calciatore, ma non per lui: non ostante 28 gol nel solo campionato, la Pulce non ha vinto che la Supercoppa di Spagna. Ai Mondiali è stato alterno: ha alternato fiammate eccezionali a prestazioni meno brillanti, come quella  in semifinale. Ha segnato quattro reti ed è ancora in corsa sia per la vittoria finale, sia per il titolo di capocannoniere della manifestazione. Si giocherà tutto a Rio, domenica.
Luis Suarez, co-vincitore della Scarpa d'Oro (31 reti in Premier, tante quante quelle di CR7 nella Liga), non ha speranze: troppo precoce l'eliminazione della Celeste dai Mondiali ma soprattutto troppo scalpore ha destato il morso a Chiellini.
Neymar sarebbe stato un candidato autorevole, ma solo a condizione di fare un grande Mundial (la sua stagione al Barça non è stata eccezionale): sono usciri di scena troppo presto, lui e la Seleçao. Altri brasiliani papabili, francamente, non ne vedo.
In caso di vittoria del titolo, i tedeschi che potrebbero aspirare al riconoscimento sarebbero molti: Mueller, in lizza per il titolo di capocannoniere (sarebbe la sua seconda volta); Hummels, che ha sfornato prestazioni ottime e segnato due reti: è un difensore, d'accordo, ma otto anni fa vinse Cannavaro; Neuer, grande perfino contro il Brasile, quando non ce n'era bisogno; Klose, per cui sarebbe un (meritato) riconoscimento alla carriera. Più indietro, ma non senza speranze, vedo Schweinsteiger (l'anima del centrocampo della Nazionale e del Bayern, con cui ha vinto la Bundesliga dei record), Khedira (colonna portante della Germania e del Real, con cui ha vinto la Champions) e Oezil, il più talentuoso dei suoi. Nessuno, in assoluto, spicca sugli altri, ma la finale potrebbe fare la differenza.
Negli argentini, oltre a Messi, dico due nomi: Mascherano e Di Maria.
E' d'obbligo un'altra menzione: quella di James Rodriguez, colombiano, una delle rivelazioni (l'unica?) del torneo. Attualmente e' capocannoniere, ma non e' impossibile che Messi o Mueller lo appaino o addirittura lo superino, nel qual caso non avrebbe piu' alcuna chance. Ne ha gia' poche, in realta': talento cristallino, e' uscito anche lui troppo presto e, nell'ultima prova contro il Brasile, ha offerto una prestazione opaca, salvata solo dal gol su rigore.
Escludo, quasi categoricamente, che possa vincere un olandese.

Mai come in questo caso, dunque, conterà la finale. Se nessun nome dovesse brillare allora anche CR7 potrebbe giocarsi le sue carte. Quattro anni fa, del resto, Messi (eliminato precocemente con l'Albiceleste e protagonista di un Mundial anonimo) la spuntò su Iniesta, autore del gol decisivo contro l'Olanda, per cui tutto è possibile.

In attesa della finale, quella che ho pronosticato io, lasciatemi gongolare ancora un po' e ricordarvi che Kharja, ex centrocampista di 32 anni, nella Roma segnò solo quella maledetta rete a Torino.


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