Olomouc, 17 giugno 2014
La nazione che, piu` di tutte, meriterebbe di vincere i Mondiali e` la Germania. Dopo la finale del 2002, persa contro il Brasile, i tedeschi hanno costruito una nuova nazionale, fatta auspicabilmente per vincere il torneo successivo, quello in cui sarebbero stati padroni di casa. La Germania del 2006 era fondata su una generazione di calciatori giovani ma gia` con una certa esperienza: Lahm, Schweinsteiger, Podolsky. I tedeschi persero in semifinale contro l´Italia: pagarono la fatica patita nel turno precedente, che invece era stato morbido per gli Azzurri. Il cambio di allenatore, da Klinsmann a Loew, rappresenta bene gli anni successivi della compagine tedesca: all`insegna del cambiamento e della continuita` insieme. La generazione di calciatori di cui sopra e` cresciuta e nuovi innesti hanno potenziato la squadra: Kehdira, Oezil, Boateng, Mueller, Gomez. La Germania ha acquisito un volto sempre piu` multientico, incorporando figli dell`immigrazione e traendone risorse fondamentali. Ha cominciato ad assomigliare un po` alla Francia di qualche anno prima, quella che aveva vinto tutto con Zidane, Thuram, Henry e Trezeguet. Senza la Spagna dei fenomeni, questo gruppo avrebbe potuto vincere tutto, toccando l`apice nel 2010.
Il mondiale brasiliano e` importante perche' e` l'ultima chiamata per la generazione di cui sopra. Ormai sono esperti come pochi altri, ancora non sono vecchi. Klose fa la chioccia, il monumento, ma all`occorrenza sa ancora farsi valere anche in campo.
Il movimento calcistico tedesco rappresenta uno dei modelli migliori: e` ben organizzato dal basso, punta sui giovani, ha riportato le persone allo stadio, sa nutrirsi dei flussi migratori. Le squadre di club vincono e la Nazionale, ormai da anni, e` un perfetto equilibrio di tecnica e organizzazione, continuita` e rinnovamento.
Non ho visto la partita di ieri e me ne vergogno: ero a mangiare salsicce e braciole di maiale al Kovikt, per la festa di fine semestre della facolta`. Mi sono perso un risultato rotondo: posso immaginare un Portogallo deludente, con tante lacune difensive, e una Germania straripante, convincente dal primo all`ultimo minuto.
Ieri mi sono concetrato sulla partita finora piu` noiosa del Mundial: Iran - Nigeria. L`occasione era troppo ghiotta: vedere la partita in compagnia di due dei tre iraniani (documentati) di Olomouc, nella palestra Omega. Il bello dei mondiali, per me, e` anche questo: vedere le partite, spesso a pezzi e bocconi, in luoghi diversi, con persone diverse, bevendo birre o vino, cocktail o tisane. Tra pub, case, palestre, uffici, piazze, aeroporti, su computer portatili, maxischermi, tv al plasma o a tubo catodico. Romanticismo a parte, l`incontro e` stato soporifero, a causa di una Nigeria deludente, pallidissima erede delle formazioni che ricordo in alcune delle passate edizioni, e di un Iran rinunciatario: troppo ingolosito dalla prospettiva di portare a casa un puntarello per rischiare di provare a fare il colpaccio da tre.
Peccato: Reza, il numero sedici, mi sembrava in palla: vivace, mobile, abbastanza tecnico, ha messo in difficolta` il portiere avversario con un bel colpo di testa nel primo tempo.
Nottetempo, gli USA di Klinsmann hanno battuto il Ghana, imbottito di nomi eccellenti. Costa d'Avorio a parte, finora non mi pare il mondiale delle africane.
Germania - Portogallo 4 - 0 (Mueller, Hummels, Mueller, Mueller)
Iran - Nigeria 0 - 0
Ghana - USA 1 - 2 (Dempsey, A. Ayew, Brooks)
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