venerdì 27 giugno 2014

Goodbye Reza

Olomouc, 27 giugno 2014

La prima fase dei Mondiali si è conclusa e a Olomouc, se non proprio l'estate, sembra tornata almeno una mite primavera. Non credo molto alle mezze misure e immagino già un arrivo di venti torridi da sud, a breve. Per ora mi godo la pace di un venerdì fresco e soleggiato, come piace a me. Sembra di stare ad Arequipa (Perù), la città dell'eterna primavera.
Ben altro clima è quello brasiliano, dove si disputa la Coppa del Mondo: torrido, in tutti i sensi. Il rientro azzurro, come era prevedibile, è stato accompagnato da una coda polemica che guasterà anche i prossimi giorni. Suarez, giustamente squalificato per nove giornate e interdetto per quattro mesi da tutti gli stadi del mondo (se l'Uruguay dovesse vincere la rassegna, non potrebbe nemmeno mord... baciare la coppa originale), piange disperatamente in ritiro e incassa la solidarietà, perfino eccessiva, del suo paese. Nel ritiro del Ghana, fino a ieri ancora appeso a un filo di speranza, Boateng e Muntari vengono alle mani e sono cacciati dal tecnico, appoggiato dalla federazione.

Chi temeva il biscotto, non deve lamentarsi: biscotto non fu. La Germania ha giocato la gara per vincere, giocando sempre nella metà campo avversaria, con ritmi non altissimi ma ottima circolazione di palla e improvvise verticalizzazioni. Gli USA, più guardinghi, hanno comunque creato qualche occasione e, sotto di un gol, hanno via via aumentato la pressione, cercando sempre più ostinatamente il pareggio. Può sembrare scontato: se sei sotto, attacchi di più. Non è così: le notizie che arrivavano da Portogallo - Ghana, con Ronaldo & Co. prima in vantaggio, poi rimontati e infine nuovamente in vantaggio, avrebbero dovuto invitare i ragazzi di Klinsmann alla prudenza: la Germania, già in vantaggio, aveva nel carniere il primo posto nel girone col massimo possibile dei punti (dopo il pareggio col Ghana); gli USA, con la sconfitta di misura, avevano tre reti di vantaggio sui portoghesi, che avrebbero dovuto vincere di goleada per passare. Non prendere altri gol, a quel punto, era fondamentale, anche più che sullo 0 - 0. Ci vuol poco, sbilanciandosi, a farsi infilare dai tedeschi: Klose, in campo nel secondo tempo anche ieri, non è venuto in Brasile per fare da chioccia. Invece gli USA ci hanno provato e nel finale, quando era ormai chiaro che il Portogallo non avrebbe più potuto beffarli, hanno dato il tutto per tutto, sfiorando il pareggio. Un pareggio inutile per la classifica, ma non per l'orgoglio di Klinsmann, che può comunque essere soddisfatto.

Con Capello, tecnico della Russia, esce anche l'ultimo pezzo d'Italia (arbitri esclusi) dalla competizione. La Russia ha cominciato molto bene, passando in vantaggio dopo pochi minuti, ma ha avuto il torto di non chiudere la partita. Sull'1 - 1, poi, non ha saputo creare grandi occasioni. È una Russia senza grandi qualità.

C'è chi vede in Capello un possibile candidato alla panchina azzurra. Io la vedo difficile: Don Fabio ha rinnovato il contratto da poco, prolungandolo fino ai prossimi Mondiali. Nel 2018 la Coppa del Mondo farà tappa in Russia e Capello avrà tutti i riflettori addosso, tutto il favore del pubblico, tutta l'eventuale influenza che una nazione potente (e con pochi scrupoli) potrà esercitare sugli arbitri: è una grande occasione, per altro ben remunerata. Se qualcosa dovesse rompersi, fra lui e la federazione russa, si romperà fra un paio d'anni, con gli Europei (se la Russa non dovesse qualificarsi o dovesse deludere nella fase finale). Comunque, non in tempo per succedere direttamente a Prandelli. Altra ragione per cui non vedo Capello è che Don Fabio ha espresso esplicitamente la volontà di non allenare più in Italia. La terza ragione è anagrafica: a meno di non voler cercare un traghettatore (ruolo che mai Capello accetterebbe), si cercherà di puntare su qualcuno più giovane: Allegri, Mancini, Spalletti, Guidolin, il più vecchio dei quali ha nove anni meno di Fabio.

Ci si congeda dalle nazionali eliminate ed è giusto ricordarle e ringraziarle:
  • la Croazia, per aver spaventato il Brasile in casa sua;
  • il Camerun, perché il quinto Mondiale di Eto'o;
  • la Spagna, per aver fatto peggio di tutti;
  • l'Australia, per aver permesso alla Spagna, pur facendo peggio di tutti, di salvare la faccia;
  • la Costa d'Avorio, per l'ultimo Mondiale di Drogba;
  • il Giappone, per l'educazione dei suoi tifosi;
  • l'Italia prandelliana, vicecampione d'Europa;
  • l'Inghilterra, fra albe e tramonti;
  • l'Ecuador, svegliatosi troppo tardi;
  • l'Honduras, non so neanch'io perché;
  • la Bosnia ed Erzegovina, per i suoi talenti cristallini;
  • l'Iran, perché è la squadra di Reza;
  • il Portogallo, spuntato come in passato;
  • il Ghana, geniale e litigioso;
  • la Russia, con poca qualità;
  • e la peggior Corea del Sud che io ricordi.

A tutte le altre, buon proseguimento.

USA - Germania 0 - 1 (Müller)
Portogallo - Ghana 2 - 1 (Boye aut., Gyan, Ronaldo)
Corea del Sud - Belgio 0 - 1 (Vertonghen)
Algeria - Russia 1 - 1 (Kokorin, Slimani)

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