Pierre Bayard, qualche anno fa, ha scritto un libro intitolato Comment parler des livres que l'on n'a pas lus? Non l'ho letto ma ho un collega, Marcello Bolpagni, che la pensa esattamente a questo stesso modo: giudicare un libro (o un autore) è possibile, anzi talora quasi doveroso, pur non avendone letta una sola riga. Tale giudizio si fonderebbe, se ho ben capito lo spirito, su tre pilastri: 1) opinioni di persone che hanno letto tale libro e che godono della nostra stima; 2) pregiudizi e stereotipi nei quali ci si riconosce; 3) lettura di un libro o un autore ritenuti in qualche modo "simili" a quello in questione; a ciò si aggiunga, quale ingrediente supplementare o (piuttosto) quale sintesi dei tre precedenti, un non meglio precisato "buonsenso", che non guasta mai.
Non ho letto il libro di Bayard (e, visto il titolo, sembrerebbe quasi un controsenso farlo) né ho letto, sempre dello stesso autore, Comment parler des lieux où l’on n’a pas été? (Anche qui il Bolpagni potrebbe dire qualcosa). Titolo e formula, con poche varianti, potrebbero essere replicati per svariati argomenti. Io potrei diventare un esperto di Commentare le partite senza averle viste.
Mantenendo la media, ieri ho snobbato il Belgio per un cineforum. Non ne vado fiero, tanto più che si trattava di un film che conoscevo già (mentre la partita, quella no, non l'avevo mica già guardata), ma tant'è: ho scelto di sacrificare il pomeridiano Belgio e la notturna Russia per concentrarmi sul Brasile serale. Non è stata una buona scelta: secondo zero a zero in due giorni di Coppa del Mondo. Uno zero a zero, beninteso, molto diverso da quello fra Iran e Nigeria: in questo caso si è giocato un po' di più, con valori tecnici superiori, ma con identico risultato. Il Messico qualche azione l'ha fatta, tirando soprattutto da fuori: Julio Cesar ha fatto il suo. La differenza, tuttavia, l'ha fatta il suo pariruolo messicano, Ochoa, sempre tempestivo e impeccabile, talora quasi miracoloso. Il Brasile ci ha provato, va detto, ma non ha un potenziale offensivo eccezionale. Fred è un onestissimo lavoratore, ma non molto più. Non regge il confronto con Ronaldo né con i migliori Luis Fabiano, Pato e Adriano. Appannato Oscar, l'onere di creare qualche pericolo è stato tutto sulle spalle di Neymar, più vivace ma anche meglio imbrigliato dalla difesa messicana che non da quella croata. Rafa Marquez e compagni hanno svolto un lavoro egregio, che lascia al Messico il secondo posto nel girone, a pari punti col Brasile. La qualificazione agli ottavi è più vicina: basterà pareggiare contro la Croazia.
La prima "giornata" si è conclusa. A occhio e croce, mi pare che i gol segnati siano molti: un solo zero a zero. Poche espulsioni (ne conto due, una per somma di gialli) e, tutto sommato, gioco abbastanza corretto, al netto delle simulate brasiliane (ieri, nella seconda partita, tentativo di sceneggiata di Marcelo, in area messicana. Un bel mondiale, il suo, finora).
Sneijder dice di temere l'Australia più della Spagna. Fa bene: innanzi tutto, la partita che viene è sempre più insidiosa di quella che si è giocata. In secondo luogo, perché difficilmente l'Australia giocherà a viso aperto come la Spagna. Infine, perché difficilmente si può immaginare di incrociare due volte di fila un portiere in giornata no come il Casillas dell'esordio. In serata gioca anche la Spagna: un passo falso col Cile potrebbe significare l'eliminazione dalla Coppa.
Maurizio Gasparri, dall'Italia, vomita insulti contro gli inglesi, "boriosi e coglioni", e su tutti coloro che si sono permessi di contestare il suo tweet. In assenza di sterili polemiche legate alla Nazionale di Prandelli, un refolo di vento d'Italia arriva anche qui, a Olomouc.
Belgio - Algeria 2 - 1 (Feghouli rig., Fellaini, Mertens)
Brasile - Messico 0 - 0
Russia - Corea del Sud 1 - 1 (Lee, Kerzhakov)
Belgio - Algeria 2 - 1 (Feghouli rig., Fellaini, Mertens)
Brasile - Messico 0 - 0
Russia - Corea del Sud 1 - 1 (Lee, Kerzhakov)
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