lunedì 16 giugno 2014

Il galletto alla Rooney

Olomouc, 16 giugno 2014

Che Francia! Si può sostenere, come fanno in molti, che l'Honduras è un avversario da poco. Certe partite, tuttavia, rischiano di diventare insidiose, se non si mettono in campo i mezzi adeguati per uscirne fuori bene. Orfana di Ribery, la Francia ha cominciato a spron battuto, mettendo sotto gli honduregni e colpendo due legni nel primo tempo. A questo punto, col passare dei minuti e col risultato che non si sbloccava, la situazione rischiava di divenire pesante. Non dimentichiamoci che la Francia viene da un europeo incolore e, prima ancora, da un mondiale vergognoso. Dal 2006 non è più autentica formazione di vertice. Vivacchia, mostrando a tratti bel gioco, esibendo alcuni campioni e aspettando, inesorabile, l'eliminazione dai vari tornei. Senza dimenticare le qualificazioni ottenute a fatica, contro avversari non irresistibili e non senza polemiche (chiedere al Trap, ex manager dell'Irlanda). L'spetto maggiormente positivo della Francia, collettivo a parte, ha un nome e un cognome: si chiama Karim Benzema. Benzema ha caratteristiche da centravanti e tale nasce. Col tempo, tuttavia, ha dovuto imparare anche altre arti: prima nel Lione, dove era la stella, e dopo nel Real Madrid, dove è uno dei tanti. Nel Real di Ronaldo, in particolare, o ti adatti o non sopravvivi: nessuno, in presenza di CR7, può fare il terminale offensivo dei Blancos. Provare a giocarsi il posto col portoghese equivale ad autoescludersi. Il Real, di centravanti di peso, ne aveva altri due: Higuain e Benzema. L'uno, che pure era stato capocannoniere della Liga, ha finito con l'essere un rimpiazzo di lusso; l'altro, giocando largo (con un'evoluzione simile a quella di Rooney) e praticando l'arte dell'assist (senza disimparare quella del gol) con un certo successo, è rimasto a fare la spalla, con eccellenti risultati. L'uno, alla fine, è andato nella lista degli esuberi ed è stato venduto al Napoli (squadra dignitosissima con un progetto ambizioso, ma pur sempre svariati gradini sotto al Real), dove ha confermato le proprie qualità; l'altro, restando al centro del progetto Real, ha vinto la decima Champions dei Blancos. Benzema, proprio grazie a Ronaldo e all'esperienza in Spagna, ha raggiunto una maturazione eccezionale e ieri ha disputato una partita sontuosa. Uomo ovunque, ha segnato due reti ed è entrato di prepotenza nella terza (autogol del portiere rilevato dalla nuova tecnologia anti-gol-fantasma). Ha mostrato forma fisica, sapienza tattica, classe e potenza. Insieme a Valbuena ha dato una grossa mano a non far sentire l'assenza di Ribery.

Dell'Argentina ho visto il primo tempo, mentre preparavo la pasta fredda (che poi non ho mangiato) per oggi. Nulla di trascendentale. Messi ostinato e poco pungente, Aguero poco servito, Higuain in panchina. Poi, mentre io ero già a letto, qualcosa deve essersi sbloccato, e la Pulce ha ritrovato sorriso e gol mondiale, otto anni dopo. Di Svizzera - Ecuador ho fatto in tempo a gustarmi l'incredibile finale, con il contropiede di Valencia fermato da Behrami e lo straordinario taglio di Seferovic, lestissimo a farsi trovare pronto per la rete del vantaggio, in sextremis. Tre punti preziosi.

Svizzera - Ecuador 2 - 1 (E. Valencia, Mehmedi, Seferovic)
Francia - Honduras 3 - 0 (Benzema, Valladares aut., Benzema)
Argentina - Bosnia Erzegovina 2 - 1 (Kolasinac aut., Messi, Ibisevic)

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