domenica 15 giugno 2014

Chi ben comincia ha tre punti in più

Olomouc, 15 giugno 2014 L'Italia ha esordito vincendo: c'è chi, invocando la cabala, quasi sperava il contrario. Sembravano non ricordare, costoro, che otto anni fa gli Azzurri vinsero la prima contro il Ghana (Pirlo, gran tiro da fuori area, e Iaquinta, di rapina). Non è vero, dunque, che cominciare male ci porta bene: è vero che ciò è accaduto nel 1982, in Spagna, e da allora ciò è diventato un paradigma, alla faccia dei controesempi precedenti e seguenti. È curioso come il Mundial spagnolo (1982), nella memoria, sia impresso più stabilmente nella memoria nostrana di quello tedesco (2006). Ad ogni modo, abbiamo vinto: non ho letto i titoli della stampa italiana ma a me pare un risultato rimarchevole. L'Inghilterra era un ostacolo più insidioso di come la si descrivesse: troppo debole per puntare al titolo, non può comunque essere considerata un avversario mordbido per una partita d'esordio. Ha diversi punti deboli (a cominciare dal portiere Hart), calciatori di caratura ed esperienza internazionale (Gerrard, Rooney, Lampard) e alcuni giovani di un certo valore: Sturridge e Sterling ci hanno messo in difficoltà più volte. Fra i punti deboli, ahimé l'età dei calciatori più forti. Nel complesso mi sembra che Pirlo (buon per noi) stia invecchiando meglio dei colleghi di reparto britannici. Non è certo anziano ma è certamente un veterano Wayne Rooney (classe '85), che ieri non era proprio in vena. Molto meglio Balotelli, sotto tutti i punti di vista. A colpirmi maggiormente, tuttavia, sono stati Sirigu (che non ha fatto rimpiangere Buffon) e Candreva, eccellente sia vicino sia lontano dall'area avversaria. Mi preoccupa un po' la difesa, dove Paletta ha denunciato alcuni limiti evidenti. Non mi convinceva, all'inizio, la scelta di giocarsela con un solo attaccante. È una soluzione che ha pagato ma che deve essere necessariamente alternata con configurazioni differenti. Non abbiamo Se c'è una cosa che non ci manca, in attacco, è la varietà: Balotelli, Cassano, Cerci, Immobile, Insigne hanno caratteristiche diverse l'uno dall'altro (a somigliarsi maggiormente, forse, Balotelli e Immobile): sarebbe un peccato non far fruttare questa varietà e sarebbe un delitto, avendo lasciato a casa Rossi, non dare spazio a coloro che lo hanno rimpiazzato. A rendere più interessante il girone degli Azzurri è arrivata, inaspettata, la sconfitta dell'Uruguay, rimontato da una cinica Costa Rica. La Celeste ha sicuramente pagato l'assenza di Suarez, ma anche preoccupanti lacune difensive. Questo risultato è positivo per varie ragioni: tiene lontano l'Uruguay, che è una squadra esperta con alcuni valori indiscussi, e ci mette in allerta in vista del match coi caraibici, allontanando il fantasma di sciagurati turnover (mi tornano alla mente le avventate scelte di Sacchi contro la Repubblica Ceca, a Euro '96) e di pericolosissimi cali di tensione. Abbiamo la qualificazione a portata di mano e sarebbe delittuoso non approfittarne. Di Grecia - Colombia ho visto gli ultimi minuti; di Costa d'Avorio - Giappone solo i gol. Gervinho continua l'ottima stagione, confermando il buono che ha fatto vedere con la Roma. Domani esordiranno la Francia, in cui non ripongo grandi aspettative (specie dopo il forfait di Ribery), e l'Argentina: nella quale, al contrario, credo molto. Messi è reduce da una stagione deludente, almeno rispetto ai suoi standard, e avara di successi. Sembra avere un male misterioso e inquietante, che lo porta a vomitare spesso in campo. Ha sovente lo sguardo assente; sembra un calciatore svuotato dai suo stessi successi, dalla pressione, da stimoli sempre più difficili da raggiungere. Messi è ancora nel pieno della carriera: deve vincere ancora e l'unico successo che gli manca è proprio il Mundial. Che sia il suo anno? Che possa ritrovare energie, entusiasmo e quella bellezza di cui parla Saviano (La bellezza e l'inferno) proprio in Brasile? La tecnologia continua ad assistermi: l'Italia, alla fine, l'abbiamo vista da me, col mio vecchio laptop (quello su cui sto digitando ora) collegato al monitor di Enrico, le casse de mio ufficio e il decodificatore che ho comprato qualche giorno fa. Birra, patatine e tifo vivace ci hanno accompagnato fino al cuore della notte, in quel di Černá cesta). Colombia - Grecia 3 – 0 (Armero, Gutierrez, Rodriguez) Uruguay – Costa Rica 1 – 3 (Cavani rig., Campbell, Duarte, Ureña) Inghilterra - Italia 1 - 2 (Marchisio, Sturridge, Balotelli)

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